Negli ultimi decenni, il settore delle costruzioni ha individuato diverse aree che necessitano di miglioramenti. Una delle sfide principali riguarda le modalità con cui le informazioni digitali vengono create, archiviate e scambiate tra i diversi attori coinvolti nel processo edilizio.

Come sappiamo, i progetti di costruzione coinvolgono numerosi partecipanti: progettisti, appaltatori generali, subappaltatori, produttori, proprietari di edifici, istituzioni pubbliche e governi. Ognuno di questi attori utilizza spesso sistemi software e terminologie differenti. I dati sono archiviati in molteplici formati: documenti cartacei, PDF, fogli di calcolo e varie piattaforme digitali.

Ciò comporta numerosi problemi: errori, sprechi di tempo, difficoltà di coordinamento e difetti di comunicazione tra i partner di progetto. Una delle ragioni principali di tali criticità è la mancanza di un linguaggio comune e di dati strutturati che possano essere facilmente compresi sia dalle persone che dalle macchine.

Per affrontare queste sfide, sono state introdotte diverse iniziative a livello europeo. Due delle più rilevanti sono il Regolamento sui Prodotti da Costruzione (CPR) e il Regolamento sulla Progettazione Ecocompatibile di Prodotti Sostenibili (ESPR).

Il Regolamento sui Prodotti da Costruzione (CPR) stabilisce regole comuni per la vendita e l’uso dei prodotti da costruzione in tutta l’Unione Europea. Il suo obiettivo è creare un sistema armonizzato per descrivere le prestazioni dei prodotti. In termini semplici, il CPR funge da quadro normativo comune che garantisce che prodotti come finestre, materiali isolanti, travi, mattoni e piastrelle siano testati nello stesso modo e descritti secondo i medesimi principi in tutta l’UE. Ciò facilita il confronto tra i prodotti e consente ai produttori di commercializzarli più agevolmente nei diversi paesi europei.

Il Regolamento sulla Progettazione Ecocompatibile di Prodotti Sostenibili (ESPR) si concentra sulla sostenibilità. Il suo obiettivo è rendere i prodotti più rispettosi dell’ambiente durante l’intero ciclo di vita, incoraggiando una maggiore durata, facilità di riparazione e riciclabilità. A differenza delle norme precedenti focalizzate principalmente sui prodotti connessi all’energia, l’ESPR copre quasi tutti i beni fisici, compresi i materiali da costruzione. Un concetto fondamentale all’interno dell’ESPR è l’introduzione delle informazioni digitali sui prodotti, come i passaporti digitali dei prodotti (DPP), che forniscono informazioni trasparenti sull’impatto ambientale e sulla sostenibilità di un prodotto.

In sintesi, mentre il CPR si concentra su sicurezza, prestazioni e trasparenza del mercato, l’ESPR punta sulla sostenibilità e sull’impatto ambientale. Il CPR revisionato ha ora integrato i requisiti relativi agli impatti ambientali per rispondere alle sfide attuali.

Per comprendere meglio la necessità di questi regolamenti, è utile analizzare il processo edilizio in fasi semplificate.

Il processo inizia solitamente con la fase iniziale di idea e pianificazione. Questa fase comprende la pianificazione, i rilievi, gli studi di ingegneria, lo sviluppo del design preliminare e l’ottenimento dei permessi. Sulla base di questa preparazione, ha inizio la progettazione concettuale dell’edificio. In questo momento, investitori, architetti, ingegneri e talvolta le autorità pubbliche iniziano a discutere la visione d’insieme del progetto.

Già in questa fase iniziale possono emergere sfide comunicative. Ad esempio, un semplice elemento costruttivo come un mattone può essere descritto in modi diversi: mattone, elemento per muratura in argilla, blocco o laterizio. Sebbene questi termini possano riferirsi a oggetti simili, le differenze terminologiche possono creare confusione quando sono coinvolti molteplici stakeholder.

Con l’avanzare del progetto, inizia la fase di progettazione tecnica. È qui che l’edificio e i suoi componenti vengono specificati nel dettaglio per soddisfare i codici edilizi, i requisiti energetici, le richieste del cliente, ecc. In questo punto, la mancanza di un linguaggio comune diventa ancora più evidente. Le informazioni sui prodotti sono spesso archiviate in vari formati: documenti PDF, fogli di calcolo, documentazione cartacea o sistemi software proprietari. I dati possono essere digitali, ma spesso non sono leggibili meccanicamente, il che rende difficile l’elaborazione automatizzata.

Quando iniziano i lavori di costruzione, la situazione diventa ancora più complessa. Nuovi attori entrano nel processo, come subappaltatori e fornitori. I dati sui prodotti devono essere scambiati tra molte organizzazioni in una catena di fornitura frammentata. Frequentemente, le informazioni vengono condivise tramite molteplici file Excel, allegati e-mail e PDF. Team diversi possono lavorare su versioni differenti degli stessi documenti, rendendo difficile stabilire quale versione contenga le informazioni più accurate.

Al termine del processo di costruzione, tutta la documentazione deve essere consegnata al proprietario dell’edificio o all’organizzazione responsabile della sua gestione. Queste informazioni sono cruciali per il facility management, la manutenzione e le future ristrutturazioni. Tuttavia, se le informazioni non sono state raccolte e strutturate correttamente durante le fasi precedenti, diventa molto difficile per i proprietari utilizzarle in modo efficace.

Infine, dobbiamo considerare anche la fine del ciclo di vita dell’edificio. Quando un edificio viene ristrutturato o demolito, è necessario prendere decisioni sulla gestione dei rifiuti, sul riutilizzo dei materiali e sul riciclaggio. Senza informazioni chiare e affidabili sui materiali utilizzati, diventa difficile compiere scelte responsabili dal punto di vista ambientale.

È qui che regolamenti come il CPR e l’ESPR diventano particolarmente importanti. Se i prodotti da costruzione vengono descritti utilizzando un linguaggio comune, con metodi armonizzati per descriverne le prestazioni, e se queste informazioni sono fornite in formati digitali strutturati e leggibili meccanicamente, lo scambio e l’utilizzo dei dati tra tutti gli attori diventano molto più semplici.

Nell’ambito dell’attuazione del nuovo ESPR, è stata sviluppata una serie di standard dal comitato CEN-CENELEC JTC 24. Questi standard definiscono l’ossatura tecnica del Passaporto Digitale del Prodotto (DPP) dell’UE, includendo identificatori univoci, modelli di dati, regole di interoperabilità, API, supporti dati (es. QR/RFID) e meccanismi di controllo degli accessi. È fondamentale comprendere che ESPR e CPR sono regolamenti interconnessi, in quanto l’ESPR rappresenta un quadro normativo orizzontale, mentre il CPR è il regolamento specifico per l’immissione dei prodotti da costruzione sul mercato.

Nell’estate del 2026, la Commissione Europea ha lanciato il Registro DPP come parte dell’attuazione dell’ESPR, dove gli Operatori Economici possono registrare la propria organizzazione per ottenere la verifica e registrare i DPP. Il Registro DPP non archivia i dati completi del passaporto; registra invece un sottoinsieme di informazioni necessarie per identificare e accedere al DPP, come gli identificatori univoci del prodotto e la posizione in cui il passaporto è ospitato. I dati completi del DPP — incluse tutte le informazioni su prodotto, sostenibilità e conformità — rimangono ospitati e gestiti da te, l’operatore economico (o un fornitore di servizi da te designato). Sei responsabile di garantirne la disponibilità e l’accuratezza durante tutto il ciclo di vita del DPP, compresi eventuali aggiornamenti. Sotto l’atto delegato CPR, verrà implementato il DPP dove il Registro DPP dell’ESPR rappresenterà la fase 1, e molto probabilmente verranno stabilite regole per i fornitori di servizi DPP nell’ambito del CPR.

Sebbene il DPP rappresenti una svolta epocale, spesso si trascura di parlare del Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, una legge fondamentale dell’Unione Europea volta a ridurre i rifiuti, migliorare il riciclaggio e promuovere l’economia circolare tra gli stati membri. Questo è un esempio del perché sia necessario pensare in modo olistico al DPP, evitando che diventi un concetto isolato.

Quando i prodotti vengono venduti sul mercato UE/SEE, gli utilizzatori di prodotti dotati di DPP potranno identificare chi ha immesso il prodotto sul mercato e dove è stato fabbricato tramite identificatori come codici QR, RFID ecc. Ciò aiuterà gli attori a conoscere esattamente quali prodotti vengono consegnati in cantiere.

In uno scenario simile, le informazioni potrebbero fluire agevolmente tra progettisti, appaltatori, produttori e proprietari di edifici, indipendentemente dal software utilizzato. Il risultato sarebbe un processo più lineare, con meno errori, costi ridotti e risultati migliori sia per l’industria delle costruzioni che per l’ambiente.

Comprendere questi regolamenti e le ragioni che li sottendono è un primo passo fondamentale per migliorare il modo in cui progettiamo, costruiamo, gestiamo e, infine, ricicliamo i nostri edifici.

I prodotti da costruzione richiedono un approccio specifico per il settore perché sono prodotti utilizzati in opere di costruzione come edifici, ponti, strade e ferrovie, dove le prestazioni del prodotto influenzano direttamente la sicurezza e la conformità normativa.

Ai sensi del CPR, le prestazioni del prodotto sono definite attraverso caratteristiche essenziali descritte in specifiche tecniche armonizzate. I produttori devono dichiarare queste prestazioni attraverso la Dichiarazione di Prestazione e Conformità (DoPC). Una novità significativa nel nuovo CPR è che i dati sulle prestazioni ambientali provenienti dalle Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD) diventano parte delle caratteristiche essenziali e devono quindi essere dichiarati all’interno della DoPC.

I produttori avranno quindi un quadro standardizzato per fornire informazioni a un mercato sotto un regime normativo, ma anche altre informazioni rilevanti al di fuori del quadro normativo.

Con i supporti dati e i dati strutturati leggibili dalle macchine, sia i produttori che gli utilizzatori di prodotti da costruzione vedranno grandi vantaggi e una semplificazione nel modo di fornire e utilizzare i prodotti da costruzione per l’uso previsto.

L’Unione Europea ha condotto uno studio di fattibilità pubblicato nel 2026 per raccogliere input su come configurare un sistema DPP per i prodotti da costruzione, selezionare l’opzione migliore (centralizzata, tramite fornitori di servizi o gestita dai produttori) e definire quali standard digitali utilizzare per i prodotti da costruzione sotto il CPR. La prima richiesta di standardizzazione nell’ambito del nuovo CPR è stata avanzata per il Cemento e segue le raccomandazioni dello studio di fattibilità, facendo riferimento ai Data Template. È qui che gli attori del mercato, i governi e le ONG devono sviluppare competenze sul DPP per i prodotti da costruzione, poiché esso può influenzare drasticamente politiche, investimenti, processi di lavoro, strategie e altre decisioni di alto livello.

Nel corso degli anni abbiamo visto i problemi legati ai silos di dati, con i produttori che fornivano dati in centinaia di formati e dati bloccati all’interno di file PDF. Il nuovo CPR ora offre una politica top-down, in cui i dati dei prodotti saranno leggibili dalle macchine e interoperabili.

Questa transizione sposta il settore dalla conformità basata sui documenti (PDF) alla conformità basata sui dati, consentendo alle informazioni sui prodotti di fluire direttamente negli ecosistemi digitali come il Building Information Modelling (BIM), i Building Logbook, i sistemi di approvvigionamento e le piattaforme di gestione delle risorse del ciclo di vita.

L’architettura normativa può essere intesa come uno stack semplice: l’ESPR definisce il quadro UE, il JTC 24 sviluppa gli standard digitali, il CPR implementa il sistema per i prodotti da costruzione e i relativi standard digitali per i dati dei prodotti, e la DoPC diventa il dato strutturato che alimenta i Passaporti Digitali dei Prodotti.

Perché il CPR e l’ESPR sono fondamentali per il futuro dell’edilizia

Lars Chr. Fredenlund
Lars Chr. FredenlundCEO
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